ECA Watch: International NGO Campaign on Export Credit Agencies
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 Dichiarazione di Jakarta per la Riforma delle Agenzie Ufficiali di Credito all'Esportazione e Assicurazione sugli Investimenti.

Oltre 50 rappresentanti di organizzazioni non governative ed associazioni indonesiane ed internazionali si sono incontrate a Jakarta e South Sumatra dal primo al sette maggio 2000 per un meeting di strategia sulle agenzie ufficiali di credito all'esportazione e assicurazione sugli investimenti. Il risultato del loro lavoro e stato sintetizzato nella seguente Dichiarazione, poi firmata da ben 347 Ong di 45 paesi.

Introduzione

Le organizzazioni non governative di tutto il mondo chiedono l'attenzione dei governi e delle istituzioni internazionali riguardo ai crescenti effetti negativi sull'ambiente, sulle questioni sociali e sui diritti umani conseguenti dalle attivita delle agenzie di credito all'esportazione (export credit agencies - ECAs). Noi siamo stati testimoni diretti delle incredibili sofferenze umane e delle devastazioni ambientali che le ECAs hanno prodotto in Indonesia, che e solo uno dei tanti paesi che si possono portare ad esempio. Le ECAs hanno sostenuto numerosi progetti del settore minerario, di quello della carta, del settore petrolifero e di quello elettrico che hanno avuto dei devastanti impatti socio-ambientali.
Le ECAs hanno supportato l'export di armi che tante violazioni dei diritti umani hanno causato durante il governo del dittatore Suharto. Nel 1996, l'esposizione delle ECAs in Indonesia ammontava a 28 miliardi di dollari, una cifra che equivale al 24% dell'intero debito estero dell'Indonesia. Cio costituisce un onere inaccettabile per il popolo indonesiano, tale da pregiudicare il suo futuro sviluppo. Come evidenziato in un articolo del 22 settembre 1999 del Financial Times, le agenzie di credito all'esportazione, che non fanno attenzione all'industria del paese, hanno una grossa responsabilita per le "violenze a Timor Est e il disastro economico in Indonesia."

Le agenzie di credito all'esportazione ed assicurazione sugli investimenti sono divenute la piu grossa fonte di finanza pubblica internazionale, supportando nel 1998 oltre l'8% delle esportazioni mondiali. Nel 1998 le ECAs hanno sostenuto con 391 miliardi di dollari il giro d'affari ed investimenti del settore privato, di questa cifra 60 miliardi erano per garanzie e prestiti a lungo e medio termine, soprattutto in supporto di grossi progetti di project financing in paesi in via di sviluppo. Tutto cio eccede l'insieme delle somme stanziate complessivamente dalle agenzie multilaterali e bilaterali di sviluppo, che hanno avuto una media annua di 50 miliardi di dollari nell'ultimo decennio. Le ECAs incidono per il 24% sul debito estero dei paesi in via di sviluppo, e per il 56% del debito dovuto ad agenzie governamentali.

Nell'aprile del 1998, 163 Ong di 46 paesi hanno inviato ai ministri delle finanze e degli esteri dei paesi OCSE piu industrializzati la "Richiesta delle Agenzie non Governative Nazionali ed Internazionali per una Riforma delle Agenzie di Credito all'Esportazione e di Assicurazione sugli Investimenti." Le Ong hanno richiesto trasparenza nei processi decisionali delle ECAs, nelle valutazioni ambientali, nell'esame degli impegni finanziari delle ECAs, inclusa la partecipazione delle popolazioni impattate, la sostenibilita sociale (in merito all'uguaglianza e ai diritti umani) in rispondenza degli impegni delle ECAs, e un accordo internazionale in ambito OCSE e/o G8 su degli standard ambientali comuni per le ECAs.

Negli ultimi due anni i paesi piu industrializzati hanno preso solamente un minimo impegno per lavorare nella direzione di approcci comuni sull'ambiente e per delle linee-guide in ambito OCSE. La mancanza di trasparenza e di consultazioni pubbliche significative nel Working Party dell'OCSE sui crediti all'esportazione e le garanzie sul credito, in particolare la mancanza di qualsiasi consultazione con i rappresentanti dei gruppi di persone impattate e di organizzazioni dai paesi ricettori non OCSE, ha reso questo processo una specie di farsa. Le ECAs non hanno imparato in alcun modo alcuna lezione dal passato e continuano ad approvare il finanziamento di operazioni distruttive da un punto di vista socio-ambientale.

La negligenza sugli aspetti socio-ambientali, il sostegno ad attivita che violano i diritti umani, la mancanza di trasparenza delle ECAs, tutto cio deve finire. Le ECAs che finanziano grosse operazioni di armi, di tecnologie obsolete ritenute illegali nei rispettivi paesi di provenienza e gli investimenti economicamente non produttivi sono uno scandalo di proporzioni globali.

Le richieste per una riforma

Le Ong di tutto il mondo, basandosi anche sulle esperienze dell'Indonesia, hanno reiterato, nell'aprile del 1998, le loro richieste per una riforma delle Agenzie di Credito all'Esportazione e di Assicurazione sugli Investimenti.
Chiediamo ai governi dei paesi OCSE, ai ministri ed ai parlamenti nazionali di intraprendere con la dovuto sollecitudine le seguenti misure per una riforma delle ECAs:

1. Trasparenza, pubblico accesso alle informazioni e consultazioni con la societa civile e con le popolazioni impattate dai progetti sia nei paesi OCSE che nei paesi ricettori a tre livelli: nella valutazione degli attuali e dei futuri investimenti e progetti sostenuti da ECAs individuali; nella preparazione nell'ambito delle ECAs nazionali di nuove procedure e standard; e la negoziazione nel contesto OCSE ed in altri forum internazionali di approcci e linee-guida comuni.
2. Linee-guida ambientali e sociali e standard comuni e vincolanti non inferiori e non meno rigorosi delle esistenti procedure internazionali e degli standard sulla finanza pubblica internazionale, come quelli del Gruppo della Banca mondiale e del Comitato di Assistenza allo Sviluppo dell'OCSE. Queste linee-guida e questi standard devono mantenere una coerenza rispetto agli attuali impegni e trattati socio-ambientali internazionali, come per esempio le convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Convenzione delle Nazioni unite sulla Biodiversita. Inoltre le ECAs devono condurre una contabilita completa e trasparente degli impatti che i loro progetti hanno sui cambiamenti climatici, ed iniziare ad aumentare i loro investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili. Fino adesso alcuni governi hanno introdotto o sono sul punto di introdurre delle politiche ambientali e sociali che sostanzialmente deviano da questi principi, oppure sono al di sotto degli standard e delle linee-guida internazionalmente riconosciute.
3. L'adozione di espliciti criteri sui diritti umani che guidino le operazioni delle ECAs. Cio dovrebbe essere fatto consultando le popolazioni impattate e la societa civile, e dovrebbe essere basato sulle esistenti convenzioni internazionali e regionali sui diritti umani. In Indonesia ed in altri stati le ECAs hanno non solo supportato l'esportazione di armi collegate con la flagrante violazione dei diritti umani, ma anche il loro sostegno ai settori minerari, della carta ed a altri grossi investimenti per progetti infrastrutturali ha spesso portato alla distruzione dei diritti alle loro terre ed ai mezzi di sostentamento degli indigeni e delle altre popolazioni locali, alla soppressione armata di qualsiasi forma di dissenso, all'eliminazione della liberta di stampa per criticare tali abusi.
4. L'adozione di criteri vincolanti e di linee-guida per terminare la complicita delle ECAs con le pratiche di corruzione. Secondo Trasparency International, la continua mancanza d'azione da parte delle ECAs nell'affrontare tale questione sta rendendo alcune pratiche delle ECAs "vicine alla complicita in crimini perseguibili penalmente". Noi sottoscriviamo le raccomandazioni di Transparency International, presentate all'OCSE ed all'Unione Europea nel settembre 1999, su come le ECAs dovrebbero evitare questa continua complicita in casi di corruzione. Queste includono, tra le altre, raccomandazioni su come le ECAs debbano sottoscrivere pubblicamente che non sono stati fatti dei pagamenti illeciti collegati al contratto e che qualsiasi contravvenzione al divieto di pagamenti illeciti debba prevedere la cancellazione dell'obbligo dello stato a pagare. Le compagnie trovate colpevoli di corruzione devono essere escluse per cinque anni dalla possibilita di avere supporto dalle ECAs, mentre le ECAs non devono sottoscrivere commissioni come parti dei contratti da loro stesse supportate.
5. Le ECAs devono smettere di finanziare investimenti di natura non produttiva. Deve terminare l'enorme supporto delle ECAs all'acquisto di armi ed alla costruzione di grossi progetti come gli impianti nucleari, che sarebbero respinti sia dalle agenzie bilaterali di aiuto dell'OCSE che dalle agenzie multilaterali di sviluppo come la Banca mondiale.
6. La cancellazione dei debiti dovuti alle ECAs da parte dei paesi piu poveri, debiti che per la maggior parte si sono creati a causa di propositi economicamente non produttivi. Noi sosteniamo le richieste della coalizione indonesiana contro il debito per la cancellazione degli obblighi verso le ECAs dell'Indonesia, dal momento che tali debiti costituiscono un fardello insopportabile per il popolo indonesiano.

Conclusioni

Il Comitato per l'Assistenza allo Sviluppo dell'OCSE ha dichiarato nel 1996 che: "dovremmo avere come fine quanto meno quello di assicurare che l'intero insieme delle politiche dei piu rilevanti paesi industrializzati siano in continuita e non danneggino gli obiettivi di sviluppo." Le ECAs dei paesi dell'OCSE e il Working Party sul Credito all'Esportazione dell'OCSE hanno disatteso completamente tale richiesta. Queste ECAs si sono, fino ad ora, del tutto rifiutate di accettare qualsiasi responsabilita per gli errori del passato, ricavandone delle lezioni utili per il futuro. Le attuali pratiche delle ECAs incarnano una forma di globalizzazione corrotta, non trasparente e ambientalmente e socialmente distruttiva cosi seria e criticabile come le preoccupazioni sollevate dalla societa civile e dagli attivisti di tutto il mondo riguardo l'Organizzazione Mondiale del Commercio, il proposto Accordo Multilaterale sugli Investimenti, il Fondo Monetario internazionale e la Banca mondiale.

Chiediamo ai cittadini impegnati ed alle organizzazioni di tutto il mondo di rivolgere le loro attenzioni alle ECAs e al loro forum negoziale e di fare pressioni sui loro governi affinche siano intraprese, senza ulteriori ritardi, delle riforme.


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