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Dichiarazione
di Jakarta per la Riforma delle Agenzie Ufficiali di Credito all'Esportazione
e Assicurazione sugli Investimenti.
Oltre 50 rappresentanti di organizzazioni non governative ed associazioni indonesiane ed internazionali si sono incontrate a Jakarta e South Sumatra dal primo al sette maggio 2000 per un meeting di strategia sulle agenzie ufficiali di credito all'esportazione e assicurazione sugli investimenti. Il risultato del loro lavoro e stato sintetizzato nella seguente Dichiarazione, poi firmata da ben 347 Ong di 45 paesi. Introduzione Le organizzazioni non governative di tutto il mondo chiedono l'attenzione
dei governi e delle istituzioni internazionali riguardo ai crescenti effetti
negativi sull'ambiente, sulle questioni sociali e sui diritti umani conseguenti
dalle attivita delle agenzie di credito all'esportazione (export credit
agencies - ECAs). Noi siamo stati testimoni diretti delle incredibili
sofferenze umane e delle devastazioni ambientali che le ECAs hanno prodotto
in Indonesia, che e solo uno dei tanti paesi che si possono portare ad
esempio. Le ECAs hanno sostenuto numerosi progetti del settore minerario,
di quello della carta, del settore petrolifero e di quello elettrico che
hanno avuto dei devastanti impatti socio-ambientali. Le agenzie di credito all'esportazione ed assicurazione sugli investimenti sono divenute la piu grossa fonte di finanza pubblica internazionale, supportando nel 1998 oltre l'8% delle esportazioni mondiali. Nel 1998 le ECAs hanno sostenuto con 391 miliardi di dollari il giro d'affari ed investimenti del settore privato, di questa cifra 60 miliardi erano per garanzie e prestiti a lungo e medio termine, soprattutto in supporto di grossi progetti di project financing in paesi in via di sviluppo. Tutto cio eccede l'insieme delle somme stanziate complessivamente dalle agenzie multilaterali e bilaterali di sviluppo, che hanno avuto una media annua di 50 miliardi di dollari nell'ultimo decennio. Le ECAs incidono per il 24% sul debito estero dei paesi in via di sviluppo, e per il 56% del debito dovuto ad agenzie governamentali. Nell'aprile del 1998, 163 Ong di 46 paesi hanno inviato ai ministri delle finanze e degli esteri dei paesi OCSE piu industrializzati la "Richiesta delle Agenzie non Governative Nazionali ed Internazionali per una Riforma delle Agenzie di Credito all'Esportazione e di Assicurazione sugli Investimenti." Le Ong hanno richiesto trasparenza nei processi decisionali delle ECAs, nelle valutazioni ambientali, nell'esame degli impegni finanziari delle ECAs, inclusa la partecipazione delle popolazioni impattate, la sostenibilita sociale (in merito all'uguaglianza e ai diritti umani) in rispondenza degli impegni delle ECAs, e un accordo internazionale in ambito OCSE e/o G8 su degli standard ambientali comuni per le ECAs. Negli ultimi due anni i paesi piu industrializzati hanno preso solamente un minimo impegno per lavorare nella direzione di approcci comuni sull'ambiente e per delle linee-guide in ambito OCSE. La mancanza di trasparenza e di consultazioni pubbliche significative nel Working Party dell'OCSE sui crediti all'esportazione e le garanzie sul credito, in particolare la mancanza di qualsiasi consultazione con i rappresentanti dei gruppi di persone impattate e di organizzazioni dai paesi ricettori non OCSE, ha reso questo processo una specie di farsa. Le ECAs non hanno imparato in alcun modo alcuna lezione dal passato e continuano ad approvare il finanziamento di operazioni distruttive da un punto di vista socio-ambientale. La negligenza sugli aspetti socio-ambientali, il sostegno ad attivita
che violano i diritti umani, la mancanza di trasparenza delle ECAs, tutto
cio deve finire. Le ECAs che finanziano grosse operazioni di armi, di
tecnologie obsolete ritenute illegali nei rispettivi paesi di provenienza
e gli investimenti economicamente non produttivi sono uno scandalo di
proporzioni globali. Le Ong di tutto il mondo, basandosi anche sulle esperienze dell'Indonesia,
hanno reiterato, nell'aprile del 1998, le loro richieste per una riforma
delle Agenzie di Credito all'Esportazione e di Assicurazione sugli Investimenti. 1. Trasparenza, pubblico accesso alle informazioni e consultazioni con
la societa civile e con le popolazioni impattate dai progetti sia nei
paesi OCSE che nei paesi ricettori a tre livelli: nella valutazione degli
attuali e dei futuri investimenti e progetti sostenuti da ECAs individuali;
nella preparazione nell'ambito delle ECAs nazionali di nuove procedure
e standard; e la negoziazione nel contesto OCSE ed in altri forum internazionali
di approcci e linee-guida comuni. Conclusioni Il Comitato per l'Assistenza allo Sviluppo dell'OCSE ha dichiarato nel 1996 che: "dovremmo avere come fine quanto meno quello di assicurare che l'intero insieme delle politiche dei piu rilevanti paesi industrializzati siano in continuita e non danneggino gli obiettivi di sviluppo." Le ECAs dei paesi dell'OCSE e il Working Party sul Credito all'Esportazione dell'OCSE hanno disatteso completamente tale richiesta. Queste ECAs si sono, fino ad ora, del tutto rifiutate di accettare qualsiasi responsabilita per gli errori del passato, ricavandone delle lezioni utili per il futuro. Le attuali pratiche delle ECAs incarnano una forma di globalizzazione corrotta, non trasparente e ambientalmente e socialmente distruttiva cosi seria e criticabile come le preoccupazioni sollevate dalla societa civile e dagli attivisti di tutto il mondo riguardo l'Organizzazione Mondiale del Commercio, il proposto Accordo Multilaterale sugli Investimenti, il Fondo Monetario internazionale e la Banca mondiale. Chiediamo ai cittadini impegnati ed alle organizzazioni di tutto il mondo
di rivolgere le loro attenzioni alle ECAs e al loro forum negoziale e
di fare pressioni sui loro governi affinche siano intraprese, senza ulteriori
ritardi, delle riforme. |
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